Dott.ssa Alessandra Melis

Dott.ssa Alessandra Melis

Mi chiamo Alessandra Melis,

 sono nata a Cagliari in una fredda mattina di 33 anni fa. Fin da giovanissima mi sono impegnata in tante attività con/per i bambini, dapprima con i figli di parenti e amici fino a ritrovarmi in un grandissimo giro di “babysitteraggio” ancora prima di diventare maggiorenne.

Sono stati i bambini di allora, oggi donne e uomini, alcuni addirittura con prole a seguito, e le loro famiglie ad incoraggiarmi nel dare ai miei studi un orientamento incline alla mia personalità e a credere con forza in questa che si rivelò molto presto la più più grande passione.

Mi sono laureata in Scienze dell’Educazione e Formazione e in Scienze Pedagogiche e dei Servizi educativi e attualmente frequento un master in Pedagogia Clinica.

Ho svolto diversi tirocini e lavori a servizio della persona e soprattutto dell’infanzia presso scuole, asili, case, centri ricreativi, doposcuola, centri pedagogici e in particolare presso una casa famiglia che mi ha offerto sicuramente l’esperienza più intensa dal punto di vista non solo professionale.

Sono esperta in Disturbi Pervasivi dello Sviluppo, in DSA e strategie per una didattica inclusiva, problematiche comportamentali e ADHD.

Mi piace il mio lavoro, entrare in empatia con le persone, comprendere e aiutare la persona a tirare fuori il suo “meglio”, osservare le dinamiche relazionali ma soprattutto mi affascina la mente umana, il suo funzionamento e la sua forza di reazione per far fronte alle condizioni più difficili, in caso di traumi o per via di disfunzioni di varia origine.

Mi piace scrivere, progettare, leggere, creare e personalizzare, rendere materia ogni idea che mi frulla in testa. Mi piace viaggiare, osservare il fuoco, dare i nomi alle macchine anagrammando le lettere sulle targhe, giocare con gli animali, mangiare cioccolato, cantare, ballare (adoro i flash mob…?)… giocare… giocare… 

Sabato, 28 Settembre 2019 04:19

Gli indispensabili dopo il parto

Il periodo che segue il parto è delicato per ogni mamma ma può diventare meno stressante organizzando alcuni aspetti già dalle ultime settimane di gravidanza.

Futura mamma sappi che...

Probabilmente non avrai voglia di cucinare, avrai fame ma eviterai di stare a lungo tra i fornelli, sarai stanca e non sempre ti sarà possibile recuperare le ore di sonno perse e soprattutto le energie che il parto ha richiesto.

Agisci quindi ORA in queste ultime settimane di gravidanza che hai la gestione del tuo tempo totalmente a tuo favore!

ORGANIZZA I PASTI PER 14 GIORNI NEL TUO CONGELATORE. Cucina qualche porzione in più adesso, etichetta con il nome dell'alimento e sistema tutto in freeezer. Sarà poi piacevole avere una porzione di lasagne buone solamente da scaldare ;-) Chiedi aiuto al futuro papà per fare scorta di una RICCA SPESA DI PRODOTTI alimentari i e di igiene personale/casa in modo tale che tu abbia tutto ciò che occorre a casa; lascia le prime uscite che verranno a passeggiate piacevoli e spensierate, a guardare vetrine di negozi e non a caricare buste di spesa. Concediti i servizi di spesa on line, consegna della pizza a casa, ecc.

GESTISCI LE VISITE A CASA DI PERSONE con l'aiuto del tuo marito/compagno. Sarà suo compito, infatti, quello di aiutarti a stare a riposo e tutelarti dallo stress esterno. Consiglio di evitare un grosso afflusso di persone tutte insieme ma di cercare di accogliere 1-2 visite al giorno, anche meno se vi sentite stressate. Fate una distinzione tra conoscenti e persone care, date a queste ultime maggiore priorità. Cercate vicinanza in chi ritenete capace di aiutarvi e state più distanti da chi genera caos e vi rende più difficile il puerperio. Non fatevi problemi se non avete voglia -e soprattutto tempo- di stare dietro ai messaggi, telefonate e richieste di foto. Date tempo al vostro piccolo che crescerà in fretta senza accorgervene.

UTILIZZA IL TUO TELEFONO A TUO VANTAGGIO, certe applicazioni potranno semplificarti alcune attività: in gravidanza l'app iMamma, realizzata in collaborazione di medici specialisti, per dare supporto dal concepimento al parto; Mamma in salute, applicazione gratuita del Ministero della Salute utilissima dal pre-concepimento al parto, con collegamenti alla mappa dei Centri per la Procreazione assistita, i riferimenti ai consultori, al supporto per l'allattamento e provvista di un registro delle analisi mediche effettuate. Per l'allattamento è possibile trovare importanti informazioni sul sito La Leche League.

Sono tantissime anche le app per tenere traccia del peso del vostro piccolo (Baby diary, Womanlog Baby, My baby today, e tante altre) anche se sarà poi il vostro pediatra di fiducia a compilare questo tipo di dati nel libretto sanitario durante ogni controllo della crescita. Sconsiglio il maniacale conteggio dei pannolini (il neonato deve bagnarne almeno 8 al giorno come prova della sua corretta alimentazione), sarà sufficiente lasciarne 8 sul fasciatoio pronti all'uso e vedere quanti ancora ne sono rimasti a fine giornata.

Non dimenticarti della cura di te, cerca con anticipo i contatti di parrucchiere, estetiste a domicilio e non avere fretta di tornare subito in forma.

Parola d'ordine RELAX, ascolta musica rilassante, delle belle letture, pensa al tuo piccolo e goditi questo bellissimo momento!

Al prossimo post!

 

 

Domenica, 14 Gennaio 2018 16:36

Il segreto della felicità danese

Dal 1973 per quasi ogni anno la Danimarca è stata nominata dalla OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) come il Paese con la popolazione più felice al mondo!

Perché si tratta di un popolo tanto felice? Dopo tanti anni di ricerche si è giunti alla convinzione che la risposta sia nel modo in cui crescono i loro figli.

Negli Stati Uniti assistiamo invece alla problematica crescita di persone infelici. L’uso di antidepressivi è aumentato del 400% tra il 2005 e il 2008, sempre di più i disturbi psicologici diagnosticati ai bambini, in aumento anche disturbi quali l’obesità e l’entrata precoce nella pubertà. Alcuni genitori sono esageratamente competitivi con se stessi, i loro bambini e i loro genitori. Devono in qualche modo “riuscire”, i loro figli devono “riuscire”, andare bene a scuola, eccellere negli sport aumentando così i livelli di stress, sentendosi giudicati dagli altri e da loro stessi.

E’ importante guardare i propri automatismi, studiarli e comprenderli. Cosa vi piace nel vostro modo di agire con i vostri figli?

Cosa vi piacerebbe cambiare?

Esiste un metodo, utilizzato dai danesi che aiuta ad aumentare la consapevolezza di sé, agendo e reagendo in modo cosciente verso importanti cambiamenti. Questo metodo viene definito PARENT, acronimo di Play, Authenticity, Reframing (ristrutturazione), Empathy, no ultimatum e togetherness (intimità).

 Ecco qui sotto una sintesi della filosofia danese che utilizza il metodo PARENT:

Dare tanta importanza al gioco, soprattutto al gioco libero che aiuta il bambino ad acquisire resilienza;

- Dare ai bambini i loro spazi per imparare a crescere. In Danimarca i genitori cercano di non intervenire a meno che non sia necessariamente indispensabile.

- Libera esplorazione all’aria aperta

- Usare l’arte

- Far giocare i bambini da soli

- Raccontare di quando eravate piccoli voi. Aumenta la comprensione e la conoscenza tra familiari.

- Insegnare l’onestà

- Leggere storie insieme. Aprirsi così ad una comunicazione sincera su vari aspetti della vita.

- Utilizzo del linguaggio valutativo, che consenta ai bambini di capire le ragioni che ci sono dietro le emozioni e le azioni.

- Insegnare l’empatia

- No agli ultimatum

- Fare gioco di squadra

Vi consiglio la lettura del libro “Il metodo danese per crescere bambini felici” di Jessica Alexander e Iben Sandahl, al quale ho preso ispirazione per questo post.

A presto!

 

DSA e WhatsApp? Come facilitare la comunicazione rapida I DSA (Disturbi specifici dell’apprendimento) sono disturbi del neurosviluppo che riguardano la capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto. Si manifestano solitamente con l’inizio della scolarizzazione, quando i bambini iniziano a scrivere,leggere e contare. Non si tratta di una malattia, nonostante ancora qualcuno lo pensi, ma di un disturbo con il quale è possibile convivere e raggiungere obiettivi scolastici buoni con le giuste strategie da parte degli insegnanti e con l'utilizzo di strumenti compensativi e dispensativi. Dedichero' un prossimo post su quali strumenti è preferibile utilizzare, mi soffermo qui sull'aspetto relativo alla socializzazione dei nostri giorni fatta ad esempio di “chat su WhatsApp”, app utilizzatissima da tutti, direi ancora più importante fra gli adolescenti. Vi consiglio di scaricare un App gratuita che ho testato e ritengo valida per chi ha difficoltà nella decodifica, Audio Text for WhatsApp che trasforma i messaggi scritti inviati dai contatti in forma vocale. È possibile inoltre dettare una risposta al destinatario che verrà trascritta dal sistema in breve tempo. Fatemi sapere come ci trovate con questa App ☺ A presto!

Mercoledì, 10 Maggio 2017 19:12

L'apprendimento attraverso le fiabe

Con le fiabe si può imparare tutto. A scuola la fiaba assume un ruolo da protagonista dell'apprendimento ed è sfruttabile anche come strumento educativo per la trasmissione di valori, regole sociali, consapevolezza e riconoscimento emotivo e ancora miglioramento dell'empatia, stimolo per la fantasia, creatività e soprattutto il pensiero.

Attraverso i personaggi i bambini si nutrono delle loro emozioni, scelgono quale di questi interpretare o difendere e quale invece castigare o vendicare.

Riconoscendo e regolando le emozioni, il bambino acquisisce abilità sociali importantissime per la sua crescita. Secondo Bruner (psicologo statunitense) ascoltare le favole permette lo sviluppo del pensiero narrativo, cioè la capacità cognitiva attraverso cui le persone strutturano la propria esistenza e le danno significato. Nei racconti oltre al reale subentrano anche fattori irreali, utili anch'essi per lo sviluppo del pensiero razionale e del pensiero fantastico.

Una fiaba consente la condivisione di pareri su com'è giusto comportarsi di fronte a certe situazioni e il finale spesso positivo diventa una rassicurazione che fornisce fiducia verso la vita.

Regalare un racconto, anche solo una fiaba della buona notte, promuove la competenza emotiva del bambino oltre che agire in maniera benefica favorendo relax e migliorando il riposo.

Se tuo figlio ancora non ha imparato a leggere, prova a proporgli dei libricini colorati, in Pop-up con finestrelle "apri- chiudi" e cura la sua curiosità verso nuove pagine fin dai primi mesi di vita, a partire da semplici illustrazioni fino a primi racconti. Andate insieme nelle librerie e nelle bibioteche, soprattutto quelle ce consentono ai bambini di sfogliare e curiosare tra gli scaffali.

Se passi a Cagliari, ti consiglio la libreria Tuttestorie in Via Orlando e la Biblioteca provinciale in Via Cadello.

 

 

Sabato, 18 Febbraio 2017 08:42

Se non ce l'hai, crealo

Se non ce l'hai, crealo.

Ho sempre pensato che la poca disponibilità di giochi e di possibilità economiche non fosse un ostacolo nella realizzazione di attività, di giochi e oggetti di vario genere.

Spesso genitori e nonni esagerano nel regalare ai bambini un'infinità di giochi, che generano talvolta soltanto confusione o disordine.

Diversi anni fa mi occupavo di un bambino di circa 8 anni, era pieno di giochi: lego di ogni dimensione, puzzle dai più semplici a quelli da un miliardo di pezzi... macchinine da collezione, macchine per giocare a casa, telecomandate da giardino, cards di ogni tipo, omini e animali tanti da riempire un palazzo. Mi colpiva la gioia che provava nel giocare assieme a me alle cose più semplici: dal teatrino realizzato con pezzi di carta, tabelloni gioco abbozzati con i gessi colorati su marciapiede, ospedale cura-insetti... Non c'era giorno in cui mi chiedesse di aprire una di quelle confezioni super costose di mini mattoncini o sofisticati cavalieri. 

Quel che ti serve è dentro di te, basta che lo tiri fuori e lo mostri ai tuoi bambini. La condivisione emotiva e la partecipazione attiva rendono più intense le relazioni e fortificano i legami affettivi. Mi capita di osservare che sempre più genitori o caregiver si lasciano distrarre troppo dall'uso di internet, tengano attive chat su Whatsapp mentre seguono i loro bambini, tenendo su questi una concentrazione mai totale. Sembra quasi questo oggetto stia diventando una parte fisica unita al corpo dell'adulta, è curioso vedere certi disegni realizzati da alcuni bambini che ritraggono il genitore con un cellulare in mano, simbolo di continuità con il suo corpo.

E' vero che esistono App e giochi educativi su cellulare e tablet veramente validi, non male da utilizzare con il bambino accompagnato da un adulto ma spesso, vedo nell'uso di questi uno stumento per tenere buono il bambino in modo da tenerlo impegnato (e a volte zitto e fermo, diciamola tutta) e far riprendere fiato per qualche mezz'ora ai genitori.

Il rischio di un uso prolungato è che il bambino non sperimenti mai il desiderio di guardarsi attorno con aria curiosa, quella sana noia che ti fa riflettere, pensare con fantasia, sognare ad occhi aperti, cercare soluzioni come riparare la ruota ad una macchinina ad esempio. La fantasia va coltivata, la mente resa capace di aprirsi attraverso mille attività.

Avete idee da condividere per impegnare i vostri bambini in modo del tutto libero e creativo? Lasciatemi pure un commento!

Ale

 

Mercoledì, 16 Novembre 2016 07:50

Disturbi pervasivi dello sviluppo

I Disturbi Pervasivi dello Sviluppo comprendono: il disturbo autistico, l'autismo atipico, il disturbo disintegrativo della fanciullezza, la Sindrome di Asperger e il disturbo pervasivo non altrimenti specificato. Questi sono caratterizzati da deficit di tipo sociale e cognitivo in forma eterogenea in termini di complessità e possono presentare variabilità nel tempo.

Ad esempio, nell'autismo grave è frequente l'associazione con il ritardo mentale, con l'epilessia e i disturbi del sonno o sindromi e malattie rare a base genetica che compromettono l'adeguata funzionalità del Sistema Nervoso Centrale, quali sclerosi tuberosa, la sindrome di Dawn, la sindrome di Landau- Kleffner, la fenilchetonuria o la sindrome dell'X fragile. Questi casi vengono definiti Autismo sindromico e la loro classificazione avviene sulla base della loro sindrome specifica, ciò non toglie che i loro bisogni speciali coincidano in genere con quelli degli altri soggetti con autismo.

Secondo quanto riportato da alcuni studi epidemiologici condotti negli Stati Uniti ma anche in Europa, le diagnosi di autismo e delle correlate sindromi sono più che raddoppiate nell'ultimo decennio. Molti autori riflettono sui fattori che hanno determinato tale aumento: l'allargamento dei criteri diagnostici e abbassamento dell'età alla diagnosi sono stati analizzati da autori quali ing e Bearmann nel 2009.

Tralasciamo gli aspetti prettamente tecnici e andiamo a vedere da più vicino quali sono le caratteristiche delle persone interessate da un disturbo pervasivo e come intervenire per raggiungere una buona qualità di vita.

Il termine "autismo" viene dal greco e significa "ripiegato su se stesso". Ecco, vediamo che il termine stesso può darci una prima immagine della difficoltà nella socializzazione e comunicazione che comporta tale disturbo. 

Isolati in un mondo tutto loro, le persone con autismo sembrano indifferenti e distanti, incapaci di stabilire legami con gli altri. Molti interessati possono impegnarsi in attività ripetitive, come il battere le mani o il dondolarsi e seguire rigidamente modelli a loro familiari nelle routines quotidiane. Alcuni sono dolorosamente sensibili al suono, al tatto, alla vista e all'odore.

I bambini autistici spesso non rispondono se chiamati per nome, sfuggono lo sguardo altrui e sembrano completamente inconsapevoli dei propri sentimenti o dell'impetto che le persone possono ricevere da un loro atteggiamento. Possono mostrarsi particolarmente abili in determinati settori d'interesse, oppure possono avere una spiccata memoria meccanica.

Questi disturbi di natura sociale possono portare allo sviluppo dei deficit di comprensione, di attenzione, di espressione verbale, di organizzazione, di memoria, di risposta agli stimoli sensoriali, di generalizzazione delle informazioni.

Una diagnosi, meglio se precoce, è importante per poter intervenire in maniera adeguata sulle situazioni che ostacolano una buona quotidianità per il bambino e la sua famiglia.

 

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